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Il Signore è ricco di misericordia e di compassione

Convegno di Lode ed Evangelizzazione del 16 Novembre 2025

Insieme alle sorelle e ai fratelli giunti da diverse zone della Sardegna, Domenica 16 novembre 2025 abbiamo vissuto una giornata straordinaria, carica di grazia e di comunione, dal tema “Il Signore è ricco di misericordia e di compassione” (Gc 5, 11). Fin dal mattino, canti festosi e lodi vibranti si sono innalzati al Cielo, preparando i cuori ad accogliere la Parola di Dio, annunciata attraverso i Suoi preziosi messaggeri.

Preghiera di lode

Ad aprire gli interventi è stata Suor Rita Lai, Religiosa dell’Ordine delle Ancelle della Sacra Famiglia e docente di Antropologia Teologica presso la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Cagliari. Con profondità e sensibilità, ha guidato l’assemblea in una riflessione dal titolo “Un Padre tanto buono”, ispirata ai diari della Serva di Dio Simona, una vita totalmente immersa in Gesù.

Le parole di Simona, come ha sottolineato Suor Rita, sono una sorgente viva di gioia: trasmettono la grazia ricevuta e ancora operante. Il suo linguaggio, semplice e immediato, si intreccia con una sorprendente profondità teologica, frutto non solo di riflessione, ma di un’autentica esperienza spirituale, un vero “tocco di Dio”. Il suo pensiero scorre come una meditazione armoniosa che naturalmente si trasforma in preghiera. Al centro degli scritti di Simona, ha proseguito Suor Rita, emerge un’immagine potente: Dio come realtà infinita e misteriosa, ma al tempo stesso vicina, presente, avvolgente.

Suor Rita Lai

Dio è per Simona una presenza che avvolge, guida e interpella, la stessa “dimora” divina della tradizione biblica che nel Nuovo Testamento si fa vicinanza concreta tra Dio e l’uomo. Questa presenza non opprime, ma custodisce, orienta e diventa una forza invisibile che educa, corregge e illumina, sempre radicata nell’amore e nella misericordia del Padre. Il cuore del suo messaggio è l’esperienza di Dio come “Padre tanto buono”: un amore capace di colmare ogni distanza tra il divino e l’umano. È un Padre che salva senza esitazione, che non teme la correzione e la prova, perché orientato alla crescita e alla pienezza dell’uomo.

In questa prospettiva, ha continuato Suor Rita, l’incarnazione appare come il gesto definitivo di Dio che abbatte ogni separazione e si fa vicino all’umanità. Il linguaggio di Simona, che a tratti assume il tono di un salmo, descrive un Padre che educa, accompagna e attende: un Dio che può far soffrire per amore, ma anche gioire profondamente con l’uomo, fino a condividere le sue emozioni. È un Padre discreto, che rispetta la libertà, ma non smette di attendere il ritorno dei suoi figli, pronto a farsi riconoscere e accogliere. È un Padre che salva senza esitazione, che corregge senza ferire, che accompagna con pazienza. Un Padre che, nell’incarnazione, si fa prossimo all’umanità abbattendo ogni barriera. Un Dio che, per amore, sa anche far attraversare la prova, ma sempre per condurre alla pienezza della vita.

Suor Rita Lai

Suor Rita ha evidenziato con grande enfasi che dalle parole di Simona nasce una preghiera intensa e personale, in cui Dio è percepito come presenza viva e vicina, quasi tangibile, che sorride, accompagna e benedice. La sua fede diventa così dialogo sincero e confidente, capace anche di interrogarsi sulla giustizia divina, sempre però all’interno di un rapporto di profonda fiducia. Infine, ha affermato che la sua lode si fa semplice e universale: Dio è “meraviglioso, che tutto conosce e tutto ama”. Un’affermazione che, alla luce della sua vita, diventa testimonianza profonda e attuale, capace di parlare a ogni uomo. L’esperienza spirituale di Simona si trasforma così in un invito a riconoscere Dio come Padre di amore e di vita.

L’assemblea, profondamente toccata, ha risposto con un lungo e caloroso applauso, segno di gratitudine per la bellezza e la profondità della riflessione offerta.

Successivamente è intervenuto Kalambay Musangu, sviluppando il tema: “Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto” (Sal 145,8-21). Con una testimonianza personale, ha raccontato il suo cammino: da un Dio percepito come lontano, a un Padre vicino, presente in ogni passo della vita.

Kalì Musangu

Dio, ha ricordato Kalì, ci ha creati a Sua immagine e ci chiama a incontrare un Gesù vivo e risorto. In Lui abita la pienezza di Dio, e camminando con Lui questa pienezza prende vita anche in noi. Per questo non dobbiamo temere. Spesso il limite siamo noi, quando non permettiamo a Dio di agire. La Parola è chiara: chi crede vedrà la gloria di Dio. Siamo chiamati a essere luce del mondo, testimoni vivi della Sua presenza. La preghiera diventa allora porta aperta sul soprannaturale, dialogo reale con un Dio che ascolta, sostiene e rialza. Chi ascolta la sua Parola e la mette in pratica costruisce sulla roccia. Spesso, però, l’uomo si perde per mancanza di conoscenza di Dio.

Viviamo tempi difficili, ha continuato Kalì, e molti si chiedono dove sia Dio. Egli è la nostra protezione, anche quando la mente è turbata da pensieri negativi. Spesso siamo noi a creare problemi, soprattutto quando parliamo in modo negativo. Ma Dio resta buono. Kalì ha richiamato con forza la responsabilità del cristiano oggi: non una fede superficiale, ma una vita trasformata. In un mondo segnato da smarrimento e paura, Dio rimane rifugio e forza. Anche quando la mente è turbata, Egli è presenza fedele.

Le sue parole hanno acceso una speranza concreta: le maledizioni si vincono con la benedizione, il male con il bene, l’odio con l’amore. Vivere nello Spirito Santo significa entrare in una vita nuova, fatta di perdono, guarigione e libertà. Il cambiamento inizia da noi: prima di voler cambiare gli altri, siamo chiamati a lasciarci trasformare da Dio.

Nel pomeriggio, dopo diversi canti di gioia e lode, il presidente della Comunità, Giuliano Monaco, ha offerto una interessante riflessione sul tema: “Il Signore è ricco di misericordia e di compassione” (Gc 5,7-16). Con grande chiarezza ha evidenziato una verità essenziale: la ricchezza materiale non colma il cuore, mentre la vera ricchezza è Dio, ricco di misericordia.

Giuliano Monaco

Noi, invece, siamo poveri e bisognosi: proprio per questo siamo chiamati a metterci in cammino verso la fonte dell’amore. È un cammino che richiede pazienza, fede e preghiera. Come l’agricoltore attende il frutto della terra, così il credente è chiamato a perseverare. Nulla è impossibile a Dio: Egli apre strade anche nel deserto e rinnova la speranza. L’invito è chiaro: pregare con insistenza, senza arrendersi. “Chiedete e vi sarà dato”. Un’esortazione che diventa incoraggiamento: confidare sempre nella misericordia del Signore perché Egli è davvero ricco di amore.

A seguire, Kalì ha guidato una intensa meditazione sul tema “Alzati e cammina” (Lc 5,17-26), consegnando un messaggio forte e diretto: è fondamentale conoscere davvero la Parola di Dio. Solo riconoscendolo come Padre possiamo vivere nella pace e nella consapevolezza di essere amati. Spesso, infatti, ci lasciamo dominare da paura e ansia, dimenticando la Sua presenza. Ma Dio dona sapienza a chi la chiede con cuore aperto. Quando credi, Dio può operare in te; quando dubiti, chiudi la porta alla sua azione. Lo Spirito Santo non si impone con forza: è la nostra fede che gli permette di agire, in noi e attraverso di noi. Per questo, chiedete a Dio con fede, senza esitare. La fede apre alla Sua azione, il dubbio la blocca.

Kalì Musangu

Con immagini vive tratte dal Vangelo, Kalì ha ricordato che la vera guarigione parte dal cuore. “Alzati e cammina” non è solo un comando fisico, ma un invito alla trasformazione interiore. La preghiera, vissuta nell’unità, diventa forza potente. Lo Spirito Santo opera dove trova cuori disponibili.

Il momento culminante è stato la preghiera di guarigione, guidata da Kalì e accompagnata dai canti della corale: un’esperienza intensa, in cui molti hanno percepito in modo concreto la misericordia di Dio. La giornata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica, presieduta da Don Luca Venturelli. Nell’omelia, ha invitato tutti a vivere ogni istante come vocazione: ogni momento, anche nella prova, può diventare incontro con Cristo.

L'Incontro di Preghiera Settimanale

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